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FAQ

Come funziona

Sappiamo che, quando si inizia la nuova vita di mamma, la nostra testa si riempie di un sacco di domande. Nelle nostre FAQ puoi trovare le risposte che ti servono!

Alimentazione dopo il primo anno

Il mio bambino beve poco latte. Come posso fare?

Anche dopo il 1° anno di vita il latte continua ad essere un alimento molto importante nella dieta del bambino per il suo apporto di nutrienti indispensabili per la crescita, in particolare per il calcio. Il fabbisogno di calcio del bambino da 1 a 3 anni è infatti elevato (800 mg/giorno) per far fronte alle necessità della crescita e per questo motivo si raccomanda un consumo giornaliero di latte pari a 500 ml. Anche se altri alimenti come formaggi e yogurt sono sicuramente ottime fonti di calcio, è bene favorire il consumo regolare di latte: al mattino si può provare a rendere più gradevole il latte, aggiungendo al biberon 1-2 biscottini per la prima infanzia, mentre la merenda può essere un momento ideale per proporre un frullato con latte e frutta, o una merenda a base di latte e frutta. Tra i prodotti Nestlé Mio, Latte Mio è un latte di crescita che, oltre ad apportare proteine nobili, calcio e altri minerali e vitamine, ha anche un buon sapore di vaniglia che lo rende particolarmente gradito ai piccoli.

Le verdure. Come faccio se il bambino non le mangia volentieri?

Per facilitare l’accettazione della verdura nei bambini più grandicelli, si possono cucinare le verdure sotto forma di purè o di creme e poi utilizzarle per condire la pasta e il riso oppure possono essere proposte sotto forma di polpettine o tortine (anche combinate con altri ingredienti). Può essere consigliabile iniziare dalle verdure più dolci (come le carote e le patate) o comunque da quelle preferite dal bambino, aumentando gradualmente la varietà. Tra le verdure poi meritano un’attenzione particolare i legumi, fonti importanti di proteine alternative a quelle animali: i legumi uniti ai cereali sono ideali per preparare piatti unici da offrire al suo bambino anche più volte alla settimana.

Il mio bambino è stufo della pappa e vuole mangiare come noi grandi. Che cosa posso fare?

Verso il 1° anno il piccolo comincia a manifestare più decisamente i suoi gusti e le sue preferenze e, se alcuni bambini amano mangiare sempre le stesse cose, altri invece sono interessati alle novità. Dopo l’anno, se il bambino lo accetta e gli è gradito, è possibile cominciare a dividere le portate secondo lo schema dei più grandi (un primo, un secondo con verdura, frutta). Ecco alcuni suggerimenti per rendere più appetitosi e vari i pasti del bambino: la pastina e il riso in chicchi ben cotto possono essere conditi con pomodoro fresco e olio di oliva, le verdure possono essere proposte in piccoli pezzetti morbidi, così come la carne e il pesce, preparati con metodi di cottura semplici. A cena si può cominciare il pasto con una minestrina di verdura con pastina o riso e proporre come secondo del formaggio, scegliendo formaggi freschi e non troppo piccanti, oppure uova (alla coque, sode o strapazzate) oppure prosciutto cotto. Anche le polpette o i polpettoni, preparati cal forno o in umido, sono in genere facilmente accettati dai bambini e possono essere un modo alternativo per proporre al piccolo la carne e le verdure. Durante il periodo estivo, si possono anche preparare dei piatti freddi, con gli ingredienti tagliati a pezzettini e conditi con olio di oliva, come del riso ben cotto lasciato raffreddare e completato dall’aggiunta di verdure miste, formaggio o prosciutto cotto.

La dieta del bambino dopo il 1° anno. Come cambia e con quale frequenza vanno proposti i diversi alimenti?

Dopo il 1° anno di vita l’alimentazione del bambino diventa gradualmente sempre più simile a quella dell'adulto. Questo non vuol dire però che il piccolo possa già mangiare come il resto della famiglia: il bambino infatti, ha ancora esigenze specifiche ed è importante scegliere alimenti adatti a lui, rispettando i suoi ritmi di crescita e le sue capacità di masticazione. Per abituare il piccolo a una alimentazione varia ed equilibrata, è bene offrirgli una varietà sempre più ampia di cibi, combinati nel modo più opportuno. Per pranzo e cena si possono seguire le seguenti indicazioni di massima: devono essere sempre presenti cereali, frutta e verdura, poi è possibile proporre 3-4 volte alla settimana la carne (meglio magra), 2-3 volte il pesce, 1-2 volte il formaggio, 1-2 volte l’uovo, 1-2 volte il prosciutto (cotto). Tra le verdure, meritano un’attenzione particolare i legumi, fonte importante di proteine alternative a quelle animali: i legumi uniti ai cereali sono ideali per preparare piatti unici da offrire al bambino 2-3 volte alla settimana.

La merenda dopo il 1° anno. Qual è la scelta più indicata e come posso variarla?

Ad 1 anno la suddivisione dei pasti è ormai quella degli adulti, quindi la merenda è importante perché spezza il lungo intervallo tra pranzo e cena. È però bene scegliere la merenda adatta per fornire al piccolo il giusto apporto di energia, senza eccedere. A merenda è consigliabile offrire ancora latte, anche sotto forma di merende al latte o yogurt, magari accompagnato da qualche biscottino. Lo spuntino del pomeriggio può essere anche un momento ideale per proporre al piccolo la frutta e completare la sua dieta.

Quale latte dopo il latte di proseguimento?

L’OMS raccomanda di proseguire l’allattamento al seno anche dopo il 1° anno di età. In mancanza del latte materno dal 1° anno di vita in poi, il latte vaccino non è ancora adatto a soddisfare nel modo più corretto alcuni fabbisogni nutrizionali del bambino. Per questo motivo, sono stati realizzati i latti per la crescita, studiati appositamente per questa fascia di età. In linea con le ricerche nutrizionali più recenti, i latti per la crescita, rispetto al latte vaccino, apportano meno proteine e hanno un contenuto maggiore di ferro, acidi grassi essenziali omega 3 e 6, minerali e vitamine.

Allergie e intolleranze alimentari

Quando posso introdurre gli agrumi nella dieta del mio bambino?

Nell'inserire nuovi alimenti, è importante seguire la regola della gradualità. Nei soggetti che sono allergici, di solito è possibile proporre gli agrumi a partire da 8-9 mesi, mentre in presenza di altre allergie, spesso si rimanda l’assunzione a dopo il 1° anno.

Quando posso introdurre le uova e i pomodori nell'alimentazione del mio bambino?

In linea generale, il tuorlo d’uovo può essere introdotto dai 9 mesi, mentre l’albume che è ritenuto la parte più allergizzante può essere proposto dopo i 12 mesi di vita. Il pomodoro invece può essere inserito nell'alimentazione del bambino anche dal 9° mese. È comunque importante rivolgersi al pediatra prima di introdurre nuovi alimenti nella dieta del bambino.

Il mio bambino è allergico al latte vaccino. Come posso svezzarlo?

Il pediatra che segue il piccolo dalla nascita è sicuramente la persona più qualificata per dare le indicazioni più adatte per il singolo bambino. In ogni caso, è possibile dare qualche suggerimento generale. La prima pappa potrà essere preparata stemperando la crema di riso in un brodo vegetale ottenuto con patate e carote, completando il tutto con un cucchiaino di olio di oliva. In seguito si potrà proseguire, aggiungendo dell’omogeneizzato di carne, scegliendolo tra le varietà più facilmente tollerate, come l’agnello o il coniglio. Per essere sicura di non somministrare alimenti contenenti latte o derivati, è sempre bene leggere le etichette dei prodotti e in caso di dubbi, rivolgersi alle aziende produttrici per avere ulteriori informazioni.

Il mio bambino ha una predisposizione all'allergia. Quando e come posso iniziare lo svezzamento?

È risaputo che l'allattamento materno è la migliore prevenzione per l’allergia. Anche per questo, è bene prolungare l’allattamento al seno il più possibile, cercando di evitare l'introduzione precoce di altri alimenti per limitare il rischio di sensibilizzazione allergica. Per precauzione si consiglia di procedere introducendo un alimento per volta, in modo da individuare tempestivamente eventuali allergie.

Il mio bambino è allergico al latte. Quale latte posso utilizzare?

Nel 1° anno vita, in assenza del latte materno, il pediatra potrà consigliare un latte specifico per i bambini con allergie al latte: le proteine di questi prodotti vengono sottoposte a un particolare processo di trasformazione che le rende ipoallergeniche, cioè tollerabili anche dai piccoli allergici. A partire dallo svezzamento è importante prestare attenzione alle etichette del babyfood evitando gli alimenti preparati con latte o derivati, perché anche ingredienti come il lattosio o la crema di latte possono contenere tracce di proteine del latte. In caso di dubbi, è sempre preferibile rivolgersi alle aziende produttrici per ricevere tutte le informazioni necessarie.

Integratori Alimentari

Mi è stato consigliato di assumere Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA, dove lo posso trovare?

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA è disponibile in tutte le farmacie, se la farmacia ne è sprovvista, si può chiedere di ordinare il prodotto. Il prodotto sarà disponibile in poche ore (in media 6 ore). Potrebbe essere presente anche in alcune parafarmacie.

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA contiene zuccheri?

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA non contiene zuccheri aggiunti. In caso di diabete gestazionale, è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA contiene glutine?

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA non contiene glutine.

Ho sentito dire che le capsule con DHA possono dare problemi di reflusso/retrogusto perché contengono olio di pesce. È vero?

L’olio di pesce contenuto in Nestlé® Materna® DHA è stato opportunamente trattato (deodorizzato) proprio per ridurre il rischio di reflusso/retrogusto sgradevole.

Di solito ho difficoltà a deglutire la capsule. È possibile masticare le capsule di Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA, invece di deglutirle?

Le capsule Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA sono in softgel, più facili da deglutire rispetto alle capsule tradizionali. E’ comunque possibile masticare le capsule, invece che deglutirle, perché questo non altera le proprietà nutrizionali del prodotto. Tuttavia, la rottura del rivestimento esterno della capsula provoca la fuoriuscita del suo contenuto con un gusto che potrebbe risultare sgradevole (amaro per la capsula blu; di pesce per la capsula gialla). Se necessario, è consigliabile masticare la capsula con altri alimenti, ad esempio un pezzo di pane. In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

È possibile assumere le due capsule di Nestlé® Materna® DHA in due momenti diversi della giornata?

Le due capsule possono essere assunte insieme o separatamente in due momenti diversi della giornata. E’ una decisione che dipende dalle abitudini di ogni soggetto, in mancanza di indicazioni specifiche da parte del medico. In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

Io mangio regolarmente frutta e verdura, non corro un rischio di sovradosaggio di alcuni minerali/vitamine?

No, se si rispettano i dosaggi previsti (1 capsula blu/gialla al giorno) non si corrono rischi di sovradosaggio. La formulazione di Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA tiene conto sia dei fabbisogni nutrizionali aumentati in gravidanza e allattamento, che dell’apporto di nutrienti derivanti dalla dieta della madre. In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA può essere assunto in modo continuativo e per quanto tempo?

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA è un integratore alimentare e può essere assunto, nel rispetto delle modalità d‘assunzione indicate, per periodi prolungati in gravidanza, allattamento e nel periodo pre-concepimento. In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

Qual è il dosaggio consigliato per Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA?

Il dosaggio consigliato è di 1 capsula al giorno. Per Nestlé® Materna® DHA, oltre alla capsula blu, si consiglia anche l’assunzione di 1 capsula gialla al giorno. La dose giornaliera raccomandata non deve essere superata. In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA può essere assunto già prima del concepimento?

Sì, può essere assunto anche dalle donne che desiderano avere un bambino. Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA, infatti, contiene anche acido folico, una vitamina importante per lo sviluppo dei tessuti materni. In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

Nestlé® Materna® / Nestlé® Materna® DHA è un farmaco?

No, è un integratore alimentare multivitaminico-multiminerale, non è un farmaco. È una fonte concentrata di vitamine e minerali (e DHA per Materna® DHA) la cui formulazione è studiata per completare la dieta della donna durante la gravidanza e l'allattamento.

In Nestlé® Materna® e Nestlé® Materna® DHA è contenuto anche acido folico?

Sì, Nestlé® Materna® e Nestlé® Materna® DHA contengono anche acido folico, una vitamina importante per la crescita dei tessuti materni. Il fabbisogno di acido folico aumenta fin dal concepimento del piccolo, a causa della crescita dei tessuti materni (sangue, utero...) e poi durante l'intera gravidanza, come conseguenza della crescita del feto. L’acido folico è importante anche quando si sta pensando a una gravidanza, così da disporre di riserve sufficienti il giorno in cui si rimarrà incinta. 1 capsula blu di Nestlé® Materna® e Nestlé® Materna® DHA contiene 400 mcg di acido folico, in linea con le raccomandazioni più recenti.* In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

*FAQ/Salute delle donne/FAQ - Acido folico e folati in www.salute.gov

Perché durante la gravidanza e l’allattamento si consiglia l’assunzione di integratori?

In queste fasi cosi delicate, il fabbisogno nutrizionale di molte vitamine e minerali aumenta: per questo occorre fare più attenzione alla propria alimentazione che dovrà essere varia ed equilibrata. Nestlé® Materna® è un integratore alimentare multivitaminico – multiminerale e fornisce elementi nutritivi importanti durante la gravidanza e l'allattamento. In caso di dubbi è sempre preferibile consultare il proprio ginecologo.

Che cos’è il DHA ?

Il DHA è un acido grasso polinsaturo, appartenente alla famiglia degli acidi grassi Omega-3, presente in elevata concentrazione nel cervello e nella retina degli occhi. Il DHA contribuisce al normale sviluppo cerebrale e degli occhi nel feto e nei lattanti alimentati al seno*. 1 capsula gialla di Nestlé® Materna® DHA contiene 200 mg di DHA.

*In gravidanza l’effetto benefico è ottenuto con un’assunzione giornaliera di 200 mg di DHA in aggiunta alla dose consigliata di acidi grassi Omega-3 nell’adulto, pari a 250 mg di DHA e EPA.

Che differenza c’è tra Nestlé® Materna® e Nestlé® Materna® DHA ?

Nestlé® Materna® e Nestlé® Materna® DHA sono integratori alimentari multivitaminici - multiminerali, indicati per completare la dieta durante la gravidanza e l’allattamento. Oltre alle vitamine e i minerali importanti durante la gravidanza e l’allattamento contenute in Nestlé® Materna®, Nestlé® Materna® DHA contiene anche il DHA, un acido grasso polinsaturo che contribuisce al normale sviluppo cerebrale e degli occhi nel feto e nei lattanti alimentati al seno*. 1 capsula gialla di Nestlé® Materna® DHA contiene 200 mg di DHA.

*In gravidanza l’effetto benefico è ottenuto con un’assunzione giornaliera di 200 mg di DHA in aggiunta alla dose consigliata di acidi grassi Omega-3 nell’adulto, pari a 250 mg di DHA e EPA.

Svezzamento

Quando posso dare lo yogurt al mio bambino per merenda?

Pur non essendo un alimento specifico per lo svezzamento, lo yogurt viene comunemente utilizzato nella dieta del bambino verso gli 8-9 mesi, cercando di iniziare con prodotti dalla consistenza cremosa e dal gusto non acido, perché risultano più facilmente graditi ai bambini. Nella linea Nestlé Mio esistono invece delle merende al latte studiate appositamente per rispettare i fabbisogni nutrizionali del piccolo durante il periodo dello svezzamento.

Il bambino ha bisogno di bere acqua?

Nei primi mesi di vita, in cui il bambino assume solo latte, non è necessario somministrare acqua in aggiunta, perché il piccolo assume già liquidi a sufficienza. Con l’inizio dello svezzamento e l’introduzione dei primi alimenti solidi si può iniziare ad offrire al piccolo dell’acqua, preferendo un’acqua oligominerale. In particolari situazioni, per esempio d’estate oppure in caso di febbre, è possibile somministrare piccole quantità di acqua anche prima dell'inizio dello svezzamento.

Il mio bimbo rifiuta i primi pezzettini. Come posso fare?

Di norma è possibile cominciare a proporre pappe con piccoli pezzetti a partire dagli 8-9 mesi, quando cioè cominciano a spuntare gli incisivi centrali superiori e per il bambino è più facile cominciare a masticare e quindi accettare piccoli pezzetti di cibo. È importante però ricordare che ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi ritmi ed è importante rispettarli anche perché forzare il bambino è in genere controproducente. Se il piccolo rifiuta i pezzettini e preferisce una pappa più liscia, potrebbe non essere ancora pronto alle prime “prove di masticazione”. In questi casi non ci si deve preoccupare, ma è consigliabile invece attendere con pazienza i suoi tempi e provare ogni tanto a riproporgli qualcosa di più consistente.

Quando e come posso aggiungere I legumi alla pappa?

In linea di massima, i legumi possono essere inseriti nella dieta del bambino a partire da 8-9 mesi, iniziando da ceci, lenticchie e piselli (meglio se decorticati). Per quanto riguarda la preparazione, i legumi devono essere cotti in acqua e successivamente passati. Per cominciare, si consiglia di aggiungerne solo qualche cucchiaino alla pappa o alla minestrina. In un secondo tempo, aumentando le dosi, i legumi possono essere utilizzati al posto della carne, del pesce o del formaggio, perché rappresentano una valida alternativa alle fonti proteiche di origine animale.

Quando posso dare al mio piccolo i primi biscottini?

Durante lo svezzamento, dopo aver introdotto i primi cereali, si possono iniziare a utilizzare anche i biscottini: è importante scegliere tra i prodotti studiati appositamente per la prima infanzia perché, oltre ad essere arricchiti con vitamine e minerali importanti per l’organismo, non contengono quantità eccessive di zuccheri e grassi e sono più facilmente digeribili. All’inizio si possono sciogliere nel latte poi, con la comparsa dei primi dentini, il piccolo potrà tenere i biscottini in mano e provare a sgranocchiarli da solo.

Quando posso cominciare a dare al mio piccolo la pappa serale e come deve essere preparata?

Di solito dopo circa un mese dall'inserimento della prima pappa (quindi intorno ai 6-7 mesi), si può introdurre la seconda pappa, in sostituzione di una poppata serale. La pappa della sera è molto simile a quella del mezzogiorno, solo che al posto della carne si utilizza come fonte principale di proteine il formaggio. Gli ingredienti comunemente utilizzati per la pappa serale sono: brodo di verdure (con qualche cucchiaio di verdura passata), formaggio (scegliendo varietà adatte al piccolo, come crescenza, ricotta, formaggino), crema di cereali (sostituita in seguito dalla pastina) e olio di oliva.

Quando posso inserire nell'alimentazione del mio bambino I cereali con glutine?

Il glutine è una proteina vegetale, contenuta in alcuni cereali, che può provocare disturbi intestinali o non essere ben tollerata dal bambino. Per questo motivo, si consiglia di iniziare lo svezzamento con riso e mais, cereali senza glutine e di introdurre gli altri cereali in seguito. Di solito i cereali contenenti glutine, come frumento, orzo, segale e avena, possono essere introdotti a partire dai 6 mesi di vita.

Con lo svezzamento il mio bambino ha problemi di stitichezza. Perché?

Lo svezzamento, con l’introduzione di nuovi alimenti, può comportare dei cambiamenti nella funzionalità intestinale e infatti, l’incidenza della stitichezza aumenta a partire dal 2° semestre di vita. Con il passare del tempo, comunque, la dieta del bambino diventa sempre più varia e l’intestino ritrova un suo equilibrio.

Carne: liofilizzata oppure omogeneizzata? Quali sono le differenze e come posso scegliere quale è meglio dare al bambino?

Gli omogeneizzati e i liofilizzati hanno praticamente le stesse caratteristiche nutrizionali, ma si differenziano per il processo produttivo. Negli omogeneizzati infatti, la carne viene omogeneizzata per ridurre le dimensioni delle fibre muscolari e successivamente viene sottoposta a un trattamento di cottura e di sterilizzazione. I liofilizzati invece, si presentano sotto forma di polvere perché la carne dopo l'omogeneizzazione, viene sottoposta a liofilizzazione, cioè a un processo di congelamento, seguito da essiccazione. All'inizio dello svezzamento possono essere preferiti i liofilizzati perché sono ancora più facilmente digeribili degli omogeneizzati. Di solito però, dopo le prime settimane, è possibile passare agli omogeneizzati.

Perché è meglio evitare di aggiungere sale e zucchero agli alimenti per lo svezzamento?

Le raccomandazioni nutrizionali più recenti sottolineano la necessità di limitare l’apporto di sale e di zucchero nelle prime epoche della vita, sia per abituare il piccolo ad una corretta percezione dei gusti sia per insegnargli delle buone abitudini alimentari. Per questo motivo è bene non aggiungere zucchero alla frutta, già naturalmente dolce, e non aggiungere sale alle pappe almeno per tutto il primo anno di vita. In alternativa è possibile scegliere prodotti industriali preparati senza aggiunta di zucchero e sale.

In quale momento della giornata è più indicata la frutta?

Molto spesso la frutta è proprio il primo alimento con il quale si inizia lo svezzamento. In genere si comincia infatti con qualche cucchiaino di frutta grattugiata, che è possibile proporre sia alla fine della poppata che tra una poppata e l’altra. In seguito, a svezzamento avviato, quando cioè il bambino avrà acquisito una certa familiarità con il cucchiaino e la sua dieta comprenderà anche la prima pappa, si potrà offrire la frutta dopo la pappa o durante il pomeriggio.

Cosa posso fare se il mio bambino rifiuta le prime pappe in brodo di verdura?

Se il piccolo non gradisce le prime pappe non è mai consigliabile forzarlo. Non succede niente se inizierà qualche settimana più tardi con le pappe. Se il rifiuto riguarda la pappa in brodo di verdure, si può provare con la pappa “dolce”, a base di latte e farina precotta di cereali. In commercio ne esistono diverse da preparare con sola acqua oppure è possibile prepararle aggiungendo la crema di cereali direttamente al latte di proseguimento. Questa pappa di solito risulta più facilmente gradita anche ai bambini che tendono a rifiutare la pappa “tradizionale”. In seguito, quando il bambino avrà preso confidenza con il cucchiaino e con la consistenza della pappa, si potrà proporgli di nuovo la pappa con brodo di verdure.

Quando posso iniziare lo svezzamento?

Non è possibile stabilire un’età valida per tutti i bambini, ma sarà il pediatra a indicare quando si può cominciare lo svezzamento sulla base della crescita e dello sviluppo del piccolo. Di norma, l’introduzione dei primi alimenti diversi dal latte non dovrebbe avvenire prima del 5°-6° mese perché l’organismo del bambino non è pronto a confrontarsi con i nuovi cibi. Il bambino infatti, non è ancora in grado di deglutire e inghiottire alimenti semi-solidi e anche il suo sistema digestivo non è ancora sufficientemente maturo.

Allattamento

Come posso preparare il latte in polvere quando siamo fuori casa?

Per ragioni di sicurezza è sempre bene preparare il biberon al momento della poppata. Per evitare di conservare il latte ricostituito, una soluzione possibile è quella di tenere in caldo l’acqua già bollita e versata nel biberon sterilizzato, aggiungendo la quantità corretta di polvere solo immediatamente prima del pasto. L'uso di acqua e biberon non bolliti, la ricostituzione e la somministrazione possono essere causa di rischi per la salute del lattante.

Il mio latte di mamma non è sufficiente. Come lo posso integrare o sostituire nella dieta del mio bambino?

Il latte materno è l’alimento ideale per il lattante e va offerto fino a quando è possibile , ma quando manca totalmente o parzialmente, il pediatra curante è la persona più qualificata per consigliare il latte formulato più adatto alle esigenze del bambino. I latti formulati in commercio sono studiati per rispondere ai fabbisogni nutrizionali del piccolo e hanno una composizione regolamentata da specifiche normative che tengono conto delle ricerche più recenti e dei suggerimenti di Comitati di Esperti di nutrizione infantile.

A quale età posso cominciare a dare al mio bambino il normale latte vaccino?

I Comitati di Esperti di nutrizione infantile raccomandano di non utilizzare il latte vaccino almeno fino al 12° mese, rimandandone l’uso al 2° o meglio, al 3° anno di vita. In assenza del latte materno, fino al dodicesimo mese e su consiglio del pediatra, si può assumere il latte di proseguimento. Il latte di crescita invece è formulato appositamente per il bambino a partire da un anno di età..

Il mio piccolo non vuole più bere il latte. Che cosa posso fare?

Alcuni bambini, con il procedere dello svezzamento, sembrano non gradire più il latte come nei primi mesi, soprattutto se sono allattati con latte formulato. Non bisogna però scoraggiarsi perché è possibile adottare alcune possibili soluzioni, condividendole con il proprio pediatra. A colazione si può cercare di rendere più appetibile il latte, aggiungendo al biberon 1-2 biscottini oppure, se il piccolo la gradisce, della crema di cereali o frutta grattugiata. Per la merenda, di tanto in tanto, si può proporre in sostituzione del biberon una pappa lattea (preparata con latte e crema di cereali) o una merenda a base di latte.

In assenza di latte materno, qual è il latte più adatto dopo i 6 mesi di vita?

Anche con l’inizio dello svezzamento, il latte resta uno degli alimenti più importanti nella dieta del bambino, per il suo apporto di nutrienti indispensabili per la crescita. Nel 2° semestre di vita, in assenza del latte materno, i maggiori Comitati di Esperti in nutrizione infantile raccomandano l'uso dei latti di proseguimento, prodotti studiati appositamente per rispondere alle esigenze nutrizionali del lattante durante il periodo dello svezzamento. È invece sconsigliata l'introduzione del latte vaccino, almeno fino al compimento del 1° anno di età, perché la sua composizione non è ancora adatta all’organismo delicato del piccolo. Rivolgiti sempre al pediatra per sapere qual è il latte più adatto al tuo piccolo.