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DHA: Acido docosaesaenoico grasso insaturo latte materno

Cos'è il DHA?

 

Scopri che cos'è il DHA e come raggiungere la quantità necessaria durante l'allattamento del tuo bambino.

Martedì 23 Febbraio 2016

Il latte materno rappresenta l'alimento ideale per il neonato durante tutto il primo anno di vita. Le organizzazioni internazionali raccomandano l'allattamento al seno esclusivo nei primi sei mesi di vita e la prosecuzione dell'allattamento al seno durante l'intero periodo dello svezzamento.

Il contenuto di grassi totale del latte materno varia da 3 a 4 g/100 ml ed è influenzato da diversi fattori. I grassi (o lipidi) sono la maggiore fonte di energia nel latte materno, ma alcuni hanno anche funzioni diverse. Tra i lipidi nel latte materno predominano gli acidi grassi insaturi, che costituiscono il 60% circa del totale, rispetto agli acidi grassi saturi (40%).

Cosa è il DHA?

L’acido docosaesaenoico (DHA), come l’acido arachidonico (ARA), è un acido grasso insaturo presente nel latte materno in quantità costanti, dal “primo latte“ (il colostro) fino al dodicesimo mese di allattamento (DHA circa 7 mg/100 ml, ARA circa 15 mg/100 ml).

Il DHA (insieme all’acido arachidonico) è importante perché è indispensabile per la sintesi delle membrane cellulari, in particolare di retina e cervello.

Come l’alimentazione influenza il DHA nel latte materno

Lo stile di vita e soprattutto la dieta influenzano i livelli di DHA nel latte materno, disponibili per essere trasferiti al bambino. Il DHA infatti, dovrebbe depositarsi in quantità adeguate nel cervello e nei tessuti non solo nel feto, ma anche nel neonato (quindi durante l’allattamento). Diversi studi hanno mostrato che un’adeguata assunzione dietetica di DHA, da parte della mamma durante la gravidanza e/o l’allattamento, è associata ad un miglioramento dello sviluppo visivo e cognitivo del bambino. Per la donna in allattamento viene consigliata un’assunzione di almeno 200 mg di DHA al giorno.

Alcuni consigli pratici

Si può raggiungere la quantità necessaria di DHA in gravidanza e/o allattamento, assumendo circa 2 porzioni di pesce di mare a settimana, soprattutto di pesce azzurro di piccolo taglio (sarde, sardine, alici, sgombro). E’ invece da evitare o comunque limitare l’assunzione di pesci di grosso taglio, come tonno e pesce spada, per il contenuto di metalli pesanti (mercurio).

È quindi importante che la mamma che aspetta un bambino o che allatta abbia una dieta bilanciata, contenente almeno due porzioni di pesce alla settimana, perché tra gli alimenti, è quello in assoluto più ricco di DHA.

L’uso di integratori con DHA può essere di aiuto per completare la dieta, soprattutto quando con la normale alimentazione non si è sicuri di soddisfare i fabbisogni, oppure, in caso di categorie a rischio, come ad esempio donne con situazioni di particolare carenza. In ogni caso, è sempre bene chiedere il parere del medico per individuare gli interventi nutrizionali più opportuni.

 

Dott.ssa Elvira Verduci Pediatra e NutrizionistaRicercatore UniversitarioClinica Pediatrica Ospedale San Paolo Università di Milano

 

Bibliografia

Koletzko B, Cetin I, Brenna T. Dietary fat intakes for pregnant and lactating women. Brit J Nutr 207; 98: 873-77.

Cetin I, Koletzko B. Long-chain w-3 fatty acid supply in pregnancy and lactation. Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2008; 11: 297-302

Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana. Revisione 2012. www.sinu.it

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