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Il piccolo non vuole mangiare

 

Ormai ogni pasto è una lotta: mio figlio rifiuta quasi tutto quello che gli propongo. Mi preoccupo per la sua salute. Avete un consiglio per risolvere il problema?

Venerdì 26 Febbraio 2016

Non ti preoccupare, non c'è genitore che non abbia vissuto questo genere di capricci: tu hai preparato con amore il pasto di tuo figlio ed ecco che lui si rifiuta categoricamente di mangiare! Che delusione! Normale, perché da buona mamma chioccia quale sei i "nooo", "nobuono" e vari "no voio” ti rattristano. E ti senti in colpa (non preparo cose buone da mangiare, non sono all'altezza, ecc.). Il grande segreto per superare questo periodo il più serenamente possibile: non confondere amore ed educazione, cibo e affetto. Facile a dirsi, meno facile a farsi! Allora segui la guida per ritrovare il sorriso! E ricordati che un bambino non si lascerà mai morire di fame. Per fortuna!

NOBUONO, vuol dire qualcosa?

Verso i 18-24 mesi il bambino incomincia ad affermare la propria personalità. Se si rende conto che i suoi "no" ti pesano, non si priverà del gusto di toccare questo tasto sensibile. Solo per farti capire che ormai è capace di opporsi alla tua ”autorità”. È l'inizio della classica "fase del no", che è assolutamente normale nello sviluppo psicologico del tuo bambino. Sarà normale, ma a volte è dura! Inoltre, in questo periodo di passaggio è comprensibile che il piccolo abbia altri desideri piuttosto che quello di sedersi a tavola. Ci sono talmente tante cose da scoprire, spazi da esplorare, giochi da provare! Perciò i suoi rifiuti esprimono anche il suo forte desiderio di autonomia.

Tutti uguali a 2 anni?

Sicuramente avrai constatato parlando con le tue amiche che i bambini di due anni hanno preferenze alimentari simili:

  • attrazione verso i sapori dolci e delicati piuttosto che per quelli forti
  • preferenza per pasta, riso, patate
  • scarso interesse per la verdura
  • reticenza verso i nuovi alimenti che vengono loro proposti

Questa fase è normale nei bambini e, come dice il suo nome “neofobia alimentare”, li spinge a rifiutare qualsiasi nuovo alimento, a causa della diffidenza e della paura di ciò che non conoscono. Tale fase può essere più o meno marcata a seconda dei bambini! Perciò, armati di pazienza!

E confortati pensando che tutte le mamme ci sono passate. Avere la meglio su un piccoletto alto così sembra facile visto dall'esterno... ma ci si può facilmente sentire impotenti! Coraggio, resisti!

Imparo quali sono i suoi gusti e com'è il suo appetito

La neofobia alimentare e la fase del no non spiegano tutti i rifiuti alimentari. E se il piccolo, semplicemente, non ha tanta fame oggi?L'appetito fluttua da un giorno all'altro: un po' di stanchezza, i dentini che spuntano ed ecco che l'appetito del tuo bambino diminuisce! Non temere, lui si alimenta secondo le sue necessità, senza mettere in pericolo il suo sviluppo se la curva di crescita e il peso progrediscono regolarmente. Altra possibilità: al piccolo potrebbe davvero non piacere l'alimento che gli stai facendo assaggiare (magari anche tu non ami alcuni cibi!) Dopo diversi rifiuti si può prendere in considerazione il fatto che i suoi gusti personali lo spingano a detestare questo alimento... Ma non è grave, il suo equilibrio alimentare non subirà scompensi. E non dimenticare che a volte non è l'alimento in sé, ma la sua consistenza che potrebbe dargli fastidio. In tal caso non esitare e armati di un passaverdure per eliminare i fili del finocchio o i semini di pomodoro.

Quali trucchetti posso usare per gestire la mia piccola "peste"?

Tuo figlio ha proprio deciso di opporsi, la sua bocca è chiusa a tripla mandata e lui resta impassibile a tutti tuoi tentativi ("vrrrrrr l'aereo", "un cucchiaio per papà", "diventerai grande", "c'era una volta un principe forte e bello che aveva mangiato tutta la sua pappa", "ok, allora solo uno yogurt"). Niente da fare! Niente panico, ha messo in campo tutte le sue armi e tu hai un principio infallibile (o quasi): niente ricattiintimidazioni e ancor meno trattative. Devi imparare ad essere irremovibile e coerente al tempo stesso: "Non ne vuoi? Va bene. Però non ti do nient'altro che acqua fino al prossimo pasto." Certo, la prima volta è difficile. Ma rendendosi conto che non ha presa su di te, il tuo piccolo capirà che scendere a compromessi gli conviene.Altro atteggiamento importante: niente implicazioni affettive fra l'alimentazione e il bambino. Lui non mangia "per farti piacere", ma perché è una necessità vitale che, ciliegina sulla torta, delizia il palato!Bisogna forzare il bambino? Sarebbe meglio evitare lo scontro. Chiedigli di assaggiare e complimentati dopo che l'ha fatto, anche se non gli è piaciuto. Poi proponigli di nuovo lo stesso alimento, ma sotto un'altra forma.Altra possibilità: lasciare perdere. A volte il piccolo ha voglia di stuzzicare proprio te (ma guarda un po', questo monello ci riesce proprio bene!), perciò chiedi al suo papà di prendere il tuo posto o, perché no, alla tata. Il piccolo avrà meno difficoltà ad assaggiare o mangiare nuovi alimenti, il suo equilibrio alimentare verrà preservato e non avrai più ragione di preoccuparti! Una volta terminato il pasto non ti resta che rilassarti...

Lo preparo ad un pasto zen!

Per non distrarre il tuo piccolo "schizzinoso", spegni la televisione durante i pasti ed elimina i giocattoli a portata di mano. Insegnagli a concentrarsi piuttosto sui colori, le consistenze e i sapori del pasto. «Di che colore è la carota?»Invece che proporgli un piatto colmo che può scoraggiare in anticipo i piccoli dall'appetito di un uccellino, fai in modo che i pasti siano composti da piccole porzioni di cibo e cura anche la presentazione: un piatto simpatico, un cucchiaino adatto e colorato... ed ecco che il pasto diventa subito più allegro, no?

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