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La sua prima “crisi adolescenziale”

 

Il mio bimbo non ha nemmeno due anni e vuole già fare tutto da solo. Quando voglio aiutarlo si arrabbia tantissimo! Come gestire questa nuova fase?

Giovedì 25 Febbraio 2016

Man mano che cresce, il tuo bambino si costruisce una sua identità e si afferma come individuo a tutto tondo. Dopo averti "lasciato fare", ti vuole mostrare che è lui a decidere! E non è facile sapere quando è il momento di soddisfare le sue richieste e quando invece bisogna rimanere sulle proprie posizioni...

Dalla prima separazione alla prima... crisi d'indipendenza!

Verso gli 8 mesi il bambino prende coscienza della propria individualità e di quella della sua mamma. Questa grande scoperta è accompagnata dalla preoccupazione, che lo fa piangere quando ti allontani o quando incontra nuove persone. Si chiama "angoscia dell'ottavo mese". Verso i 18 mesi il piccolo si riconosce nello specchio e finalmente si vede per intero: una tappa decisiva nella formazione del "sé". In questo momento incomincia anche la fase del "no". Quando gli dici che è l'ora del bagnetto (cosa che solitamente adora fare), di mettere il cappotto, di mangiare il purè... lui risponde sistematicamente di no. Ma non preoccupatevi, perché questa fase segna più un'affermazione dell'autorità che un vero e proprio rifiuto. Il piccolo ha preso coscienza della sua individualità e te lo fa sapere! Fino ad allora eri tu a decidere tutto per lui, ma ormai anche lui vuole dire la sua! Una specie di adolescenza...

Come reagire?

Bisogna dare ascolto alle sue rivendicazioni, senza tuttavia cedere a tutte le sue richieste, perché sono il segno del corretto sviluppo del tuo bambino. Non vuole che lo aiutiate a vestirsi? Ditevi che se al momento perderete un po' di tempo a lasciarlo fare da solo, presto ne guadagnerete molto! E per facilitargli il compito acquistate vestiti facili da indossare (senza bottoni o senza cerniera lampo), delle scarpe facili da calzare (senza lacci), delle posate di plastica affinché possa mangiare da solo...

L'importante è rimanere coerenti - non vietare oggi ciò che era permesso fino a ieri e viceversa - e tenere saldamente le proprie posizioni, senza arrabbiarsi. Il bagnetto è obbligatorio, che gli piaccia o meno. Sta a voi, in quanto genitori, definire e far rispettare ciò che è permesso e ciò che non lo è.- Vuole vestirsi da solo? Bene, ma solo se mette il cappotto, perché fa freddo. Vuole restare ancora 5 minuti sull'altalena? Ok, ma mamma rimane qui e si va via davvero fra 5 minuti.

A tavola è una vera e propria impresa!

Ogni volta che proponete al piccolo un alimento nuovo lui vi dà la stessa risposta: "Non ne voglio, non mi piace!" Si calcola che i tre quarti dei bambini fra i i 2 e i 10 anni ha questo tipo di reazione, che si chiama neofobia alimentare.

È normale che un bambino preferisca mangiare ciò che gli piace, ma è importante fargli rispettare un equilibrio alimentare. Forzarlo non risolve il problema, anzi! Se rifiuta carne e pesce, si dovrà barare per fargliene mangiare; in un ragù o in polpette o torte salate...

Anche dare il buon esempio è essenziale: voi stessi mangiate dei fagiolini, e vi piacciono un sacco! Altro trucchetto: andate al mercato insieme e cucinate con lui degli alimenti che avrete scelto insieme, così sarà molto fiero del suo piatto e mangerà tutto fino all'ultima briciola.

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